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Libri e ragazzi - Interviste d'autore - Chitra Banerjee Divakaruni - L'India tra realtà e magia
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Chitra Banerjee Divakaruni - L'India tra realtà e magia
Chitra Banerjee Divakaruni - L'India tra realtà e magia
La scrittrice indiana Chitra Banerjee Divakaruni, ha fondato negli USA Matri, un’organizzazione per aiutare le immigrate dell’Asia del Sud in difficoltà: la sua testimonianza nell’intervista di Federica Velonà.

Chitra Banerjee Divakaruni è nata in India nel 1956. A diciannove anni è andata a studiare negli Stati Uniti, dove si è laureata, ha insegnato, ha cominciato la sua attività di scrittrice. In italiano Einaudi ha tradotto quattro suoi libri per adulti: La maga delle spezie, Sorella del mio cuore, Matrimonio combinato, Il fiore del desiderio e Anand e la conchiglia magica (scritto esplicitamente per ragazzi ma edito nei Supercoralli).
Chitra Divakaruni, la maggior parte dei suoi romanzi per adulti parla delle difficoltà degli indiani immigrati in America, mentre i suoi libri per ragazzi sono ambientati in un’India magica. Può spiegarci le ragioni di questa differenza?
Il motivo per cui scrivo libri per ragazzi è quello di far conoscere ai giovani lettori (inclusi i miei figli) la cultura indiana. Nei libri c’è un misto di realtà e magia. Anand e la conchiglia magica comincia nel tempo presente, in una baracca di Calcutta e parla delle difficoltà della vita di Anand, costretto a lavorare come lavapiatti in una bottega di tè. È solo dopo che la magia entra nella storia, e anche allora, quando Anand viaggia con la conchiglia fino all’Himalaya, viene illustrato il reale paesaggio indiano che lui attraversa. Accanto a questo ci sono la magia, il mito, gli elementi del folclore, tutte cose molto importanti per me come parte della mia cultura, cose che voglio condividere con i bambini di tutto il mondo.
Oltre ad Anand e la conchiglia magica ho scritto un altro libro per ragazzi, Victory Song, un romanzo storico di impianto realistico. È ambientato nell’India del 1939, durante la battaglia per l’indipendenza dell’India, un momento molto importante nella storia del mio paese. I personaggi principali sono un ragazzo e una ragazza che si impegnano nel movimento di liberazione. Non è ancora stato tradotto in italiano, anche se spero che presto lo sarà.
Lei ha dichiarato che l’undici settembre ha influenzato i suoi libri per ragazzi. In che senso?
Dopo l’undici settembre mi sono resa conto più che mai che le persone di razza, cultura, e religione diverse hanno bisogno di conoscersi le une con le altre, in modo da potersi fidare e da poter coesistere pacificamente. È quando non ci conosciamo che nascono i pregiudizi e l’odio, sentimenti che covano dietro disastri come l’undici settembre. Inoltre, dopo quella strage, molte comunità di colore in America sono state vittime di atti di violenza da parte di chi diffidava del loro aspetto. Secondo me la battaglia contro il pregiudizio va combattuta a partire dai giovani. Gli adulti hanno dei pregiudizi radicati, mentre i bambini, se vengono in contatto con culture diverse e le apprezzano forse possono non cadere preda del pregiudizio. La letteratura è un mezzo molto potente per far conoscere culture diverse e farle amare. È per questo che ho cominciato a scrivere libri sull’India dopo l’undici settembre, per condividere la mia cultura con i bambini, per dar loro dei personaggi indiani da ammirare e di cui conoscere i sentimenti.
Lei crede nel valore morale della letteratura in generale o pensa che questo aspetto sia più importante nella letteratura per ragazzi?
Credo che la letteratura (forse tutte le arti) dovrebbero aiutarci a crescere come esseri umani. Dovrebbe aiutarci a imparare cosa siano l’amore e la compassione e il perdono. Questo è particolarmente importante nei libri per bambini perché loro sono aperti e influenzabili. Ma in tutti i miei libri cerco di presentare situazioni e personaggi attraverso cui i lettori possono esplorare qualcosa di sé.
Non c’è il rischio per uno scrittore indoamericano di descrivere un’India che esiste soprattutto nei ricordi, che non somiglia più alla vera India?
Da sempre in ogni cultura gli scrittori hanno descritto il mondo dei ricordi. Se è chiaro che si tratta di ricordi non vedo in che cosa consista il problema. Un ritratto storico deve essere il più possibile accurato e corrispondente al periodo trattato, e lo stesso vale per il mondo contemporaneo. Se si parla di un mondo mitico/mitologico si va nel solco della tradizione dei miti e delle storie. Può essere sbagliato presentare un mondo di ricordi come se fosse il mondo contemporaneo. Io cerco sempre di chiarire, attraverso il contesto, quale tempo o quale tipo di mondo sto descrivendo. Per quanto mi riguarda, comunque, vado avanti e indietro dall’India (mia madre vive lì) e credo di sapere abbastanza chiaramente come vanno le cose. A volte giornali e riviste mi chiedono di scrivere degli articoli sulla vita indiana di oggi e in questi descrivo la realtà.
I suoi libri per bambini sono letti in India? È stata lì per promuoverli?
Sì, sono molto popolari in India. Ci sono stata a marzo di quest’anno e ho presentato Anand e la conchiglia magica. I librai mi hanno detto che è tra i bestseller. Il fatto che i bambini indiani amino i miei libri mi rende molto felice.

Interview to Chitra Divakaruni
by Federica Velonà

Chitra Divakaruni, most of your books for adults deal with the difficulties of Indian immigrants in America, while your books for children are set in a magical India. Can you explain the reasons of this difference?
I am writing the children's books to invite younger readers (including my own children) into the Indian culture. The books have a mix of reality and magic. The conch bearer begins in contemporary times, in a slum in Kolkata, and deals with the difficult realities of Anand's life as he works as a dishwasher in a tea-stall. It is only later that magic enters the story, and even then, as Anand travels with the conch up to the Himalayas, we see the real Indian landscape that he travels through. However, side by side, there is the magic, the mythical, the elements of folklore. All these are important for me as a valuable part of my culture, and I want to share these with children all over the world.
My other children's novel, Victory song, is a realistic historical novel, based in India in 1939, during India's independence struggle, an important time in Indian history. The main characters are a boy and girl who get involved in the freedom movement. It is not yet translated into Italian, though I hope it will soon be there for your readers!
You said that your books for children were influenced by 11/9. Can you tell us in which sense?
After Sept 11, I felt more than ever that people of different races, cultures, religions need to learn about one another so that we can trust one another and co-exist peacefully. When we do not know about each other, that is when we feel prejudice and hatred towards each other. Such feelings are behind incidents like Sept 11. also, after Sept 11, many dark-skinned communities in America were victims of hate-crimes by people who were afraid of how people in these communities looked. I feel that to fight against prejudice, we have to begin when people are young. By the time they are adults, they have already formed prejudices. But if children are exposed to many cultures and feel positively towards them, then maybe they will not fall prey to prejudice. Literature is a great way for us to learn about cultures and love them. That is why I started writing books about India after Sept 11, to share my culture with children, to give them Indian characters to admire and sympathize with. To love.
Do you believe in the moral value of literature in general or, in your opinion, this is something more important in children's literature?
I believe that literature (all art, perhaps) should help us grow as human beings. It should help us learn love and compassion and forgiveness. This is particularly important in children's books as children are so open and impressionable. But I try to offer situations and characters in all my books so that readers may explore their own spiritual selves through them.
Is not there the risk, for an Indian/American writer to describe an India which exists mainly in memories, which is not more the real India?
Writers have described the world of memories for centuries, in different cultures. As long as it is clear as to what is being described, I don't think it is a problem.
A historical world should be accurate to its time, as far as possible. a contemporary world should be accurately contemporary. A mythic/magical world needs to follow the tradition of the culture's myths and tales.
What is wrong is to present a world of memories as though it is contemporary. I always try to make clear, through context, what time/kind of world I am portraying. However, personally, since I go back and forth (my mother lives in India) I have a good idea of how things are changing. I am sometimes asked to write non-fiction articles about current Indian life by newspapers and magazines, and there I try to use contemporary examples.
Are your books for children read in India? Have you been there to promote them?
Yes. They are very popular in India. I went there in March 2005 and talked about Conch bearer. The bookstores tell me it is one of their bestselling titles! That makes me very happy, to share my book with Indian children.

 
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