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LiBeR Database - Approfondimenti - La scelta dei termini d'indicizzazione
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La scelta dei termini d'indicizzazione
La scelta dei termini d'indicizzazione

Il terzo contributo sull'indicizzazione per parole chiave e identificatori: sulla base del procedimento di analisi concettuale si delineano i principali criteri di scelta dei termini di indicizzazione utilizzati in LiBeR Database

Riprendiamo qui il discorso sulle principali caratteristiche e le metodologie adottate in LiBeR Database per l’analisi concettuale nell’indicizzazione semantica per “parole chiave” e “identificatori”, definendone innanzitutto il campo di applicazione, che corrisponde all’intera produzione libraria per bambini e ragazzi, con alcune esclusioni (o limitazioni) nel caso delle pubblicazioni che contengono più di un’opera – come ad esempio le raccolte di racconti, di fiabe, ecc. che si escludono a meno che si possano chiaramente individuare (anche per intenzionalità dell’autore o del curatore) contenuti d’insieme (es. una raccolta di fiabe sul tema della città o del deserto, una raccolta di racconti sul tema della guerra, ecc.) o protagonisti comuni a tutte le opere (es. Le avventure di Lupo Uragano di Pinin Carpi).
Non sono fissati limiti al numero di termini attribuibili a ogni documento, per evitare – in accordo con la norma ISO 5963 (par. 6.3.4) – una possibile “perdita di obiettività nell’indicizzazione” e una “distorsione dell’informazione che servirebbe al momento del recupero”.
Nell’analisi e nella scelta dei concetti da indicizzare si operano alcune distinzioni – in base al ruolo che ogni concetto ha nel contesto della descrizione del documento – tra concetti principali e secondari, “oggetti” e “soggetti”.

Scelta dei concetti principali e secondari

La distinzione tra concetti principali e concetti secondari viene applicata nell’attribuzione di parole chiave sia nei documenti di fiction che in quelli di non-fiction, mentre ciò non avviene per gli identificatori.(1)
Nei documenti di non-fiction le parole chiave principali sono quelle che individuano l’argomento o gli argomenti principali della trattazione, equivalenti ai tradizionali soggetti.
Nella fiction le parole chiave principali sono quelle che identificano, se esistono, il protagonista o i protagonisti della vicenda narrata, l’evento o gli eventi principali, il tema prevalente e quant’altro previsto dalla focalizzazione della griglia di domande presentata ne “L’identificazione dei soggetti” sul n. 6 di Record (in particolare la terza domanda a p. 7). Anche in questo caso, considerando le dovute cautele da tenere nel campo della fiction, si tratta di individuare, se esiste, il tema di base in tutte le sue faccette. 
Come verifica della scelta di priorità effettuata il documentalista deve interrogarsi sul documento chiedendosi se le parole chiave attribuite come principali possono soddisfare, in quanto a forza e rappresentatività semantiche, un’eventuale ricerca dell’utenza finale su quelle parole specifiche.
Se per esempio si attribuisce come parola chiave principale ‘Guerra’, questo deve significare che nel documento la guerra è presente come tema centrale o comunque molto forte, tanto da rendere quel documento sicuramente interessante per chi voglia effettuare una ricerca su quel tema specifico.
Laddove ci fosse una risposta dubitativa alle domande: “è un tema forte?” oppure “si può considerare un protagonista o no?” oppure ancora “si può considerare un evento centrale, principale nella vicenda narrata?”, e così via a tutte le altre domande da cui scaturiscono le parole chiave, allora in questo caso senz’altro le parole chiave relative devono essere considerate parole chiave secondarie.
In assenza di un tema prevalente tutti gli argomenti trattati vengono comunque indicizzati a livello di parole chiave secondarie.
Nella non-fiction le parole chiave secondarie sono quelle che definiscono i temi secondari, ovvero quei temi che hanno un peso inferiore nell’ambito del documento, pur corrispondendo a parti significative (non trascurabili) di esso e fornendo quindi maggiori possibilità di recupero dell’informazione.
Nella fiction sono quelle che definiscono personaggi, eventi, temi, singoli episodi che non sono centrali nella vicenda narrata ma hanno per sempre caratteristiche di una certa rilevanza e possono rappresentare comunque un accesso utile al documento.
Il tipo di esame del documento che viene operato – che prevede senz’altro la lettura integrale dei documenti di narrativa – garantisce la completezza dell’analisi e la conseguente indicizzazione di temi, eventi, cose e personaggi anche secondari.

Oggetto e soggetto

Un altro aspetto importante della politica di indicizzazione è la scelta concettuale fra “oggetto” e “soggetto”, ovvero fra le cose di cui in un documento si parla e ciò che di esse si dice. (2)
Soprattutto nell’indicizzazione della fiction si presentano con molta frequenza casi di ambivalenza. La scelta del “soggetto” dovrà essere pertanto assai cauta e controllata onde evitare i rischi di interpretazioni forzate, aggiunte improprie, dislivelli di interpretazione dovuti ai singoli documentalisti ed esiti discutibili rispetto all’impostazione semantica dei documenti.
A questo proposito soprattutto nell’ambito dei libri per i bambini più piccoli si presenta una casistica assai ampia che impone scelte concettuali talvolta complesse.
Ci sono ad esempio albi e racconti illustrati nei quali si parla di animali dai colori insoliti (elefanti variopinti, camaleonti che preferiscono la monocromia, ecc.) per veicolare un discorso sulla diversità, l’accettazione di sé, le relazioni interpersonali e l’integrazione sociale. In questi casi, insieme ai termini che indicizzano gli oggetti specifici della storia (“colore”), nella valutazione dell’importanza dei concetti in gioco per LiBeR Database sono privilegiati alcuni aspetti soggettuali che come tali si propongono all’attenzione del documentalista, il quale nell’interpretare i documenti ha a disposizione un apparato concettuale verso il quale deve portare una particolare attenzione (es. “diversità”, “solitudine”, “accettazione di sé”, concetti espressione di stati d’animo, valori, emozioni, ecc.).
Casi più “complessi” sono a volte lasciati a una interpretazione più sottile e meno diretta: ad es. palloncini che volano via possono talvolta indicare il concetto di “libertà”. Non è detto che questo termine sia assegnato a ogni documento in cui protagonista è un palloncino che sfugge di mano a un bambino; tuttavia in una bibliografia sul concetto di libertà nei libri per bambini e ragazzi può essere utile e produttivo esaminare anche la possibilità di includere alcuni di questi libri.
È necessaria un’attenta supervisione in fase di accettazione dei termini rispetto a scelte dettate anche da personali impostazioni politiche, culturali, di gusto, che rischiano di esercitare una sorta sovracopertura dei contenuti concettuali dei documenti.

Esaustività e specificità

Riguardo ai gradi di esaustività e specificità in questa fase di scelta dei concetti:
- riguardo al grado di esaustività si opera un’indicizzazione spinta, cioè si indicizzano tutti i concetti principali e tutti i secondari sui quali il documento fornisce informazioni che possono interessare gli utenti;
- riguardo alla specificità si indicizza solo ciò che c’è nel documento (se il documento tratta ad esempio di cani, si indicizza “cani” e non si indicizzano le espressioni implicite che riguardano i rapporti gerarchici esistenti tra i concetti come “canidi”, “animali”, “mammiferi”), al livello di specificità del documento (se si parla di “cani da pastore” si indicizza con questo termine e non con il termine più generale “cani”; tuttavia se nel documento il soggetto è trattato anche a livello generale si attribuisce anche questo termine). 

Riccardo Pontegobbi, Domenico Bartolini
(da Record 8)


1. La distinzione tra principali e parole chiave secondarie non è al momento disponibile in fase di recupero delle informazioni con l’interfaccia per le ricerche fornito nel CD-ROM di Liber Database.
2. Come ha scritto A. Petrucciani “la relazione di soggetto o di circalità (aboutness) si può analizzare nelle sue componenti rifacendosi ai concetti di:
- ‘oggetto’ nel senso della estensione (denotazione) cioè dell’insieme delle cose a cui una certa espressione si applica (le cose di cui in un documento si parla);
- ‘soggetto’ nel senso della intensione (connotazione) cioè dell’insieme delle caratteristiche e dei predicati che un certo concetto comporta (ciò che di esse si dice)” (“L’indicizzazione per soggetto”, in Lineamenti di biblioteconomia, a cura di P. Geretto, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1991, p. 163). p. 163).

 
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