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LiBeR Database - Approfondimenti - Indicizzare fiction e non fiction
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Indicizzare fiction e non fiction
Indicizzare fiction e non fiction
Il primo di una serie di interventi per approfondire i criteri di utilizzazione delle parole chiave e degli identificatori nell’indicizzazione semantica dei libri per bambini e ragazzi adottata in LiBeR Database

Le “parole chiave” e gli “identificatori” attribuiti in LiBeR Database consentono un accesso per “soggetto” all’archivio dei libri per bambini e ragazzi.
Con le “parole chiave” si indicizzano sia pubblicazioni che nella tradizione biblioteconomica e documentaria sono state oggetto di soggettazione, quali opere di non-fiction e di saggistica letteraria (nel cui caso siamo di fronte a concetti riconducibili a veri e propri “soggetti”), sia le opere di fiction, dove si è in presenza, più che di classici soggetti, di “aspetti”, “argomenti”, “temi” che pur nella trattazione di fantasia suggeriscono possibili approcci semantici ai documenti.
Con gli “identificatori” si rappresentano concetti riferiti a “persona”, “ente”, “luogo”, “cronologia”, “cose”.
La politica di indicizzazione realizzata attraverso le parole chiave e gli identificatori è stata elaborata sulla base degli standard ISO/DIS 5963-1981 Documentation - Methods for examining documents, determining their subjects, and selecting indexing terms e ISO/DIS 2788-1987 Guidelines for the establishment and development of monolingual thesauri.
Parole chiave e identificatori implementano una “lista controllata” contenente solo termini usati nell’indicizzazione: ogni termine infatti punta ad almeno un documento presente nell’archivio. Quando, a metà degli anni '80, fu impostata la politica di indicizzazione di LiBeR Database fu presa in considerazione – in alternativa al metodo di implementazione “a posteriori” (o  secondo quello che nella letteratura viene definito della “garanzia bibliografica”), poi definitivamente adottato – l’idea di creare e pre-strutturare una griglia di termini essenziali all’analisi e al recupero nello specifico settore. Questi termini,”a priori”, avrebbero dovuto rappresentare dei topoi della letteratura infantile, la cui presenza sarebbe stata sempre rilevata.
L’idea di osservare un comportamento molto selettivo nell’accettazione dei nuovi termini, mantenendo un rigoroso “numero chiuso” e limitando la griglia, inizialmente risultò attraente, anche per la semplicità che essa avrebbe introdotto nel lavoro di indicizzazione, nel controllo e nella strutturazione dei termini.
La pratica documentaria e la conseguente necessità di garantire un ampio livello di recupero delle informazioni hanno, fin dalle prime sperimentazioni, reso impraticabile questa politica spingendo nella direzione di un suo superamento.
Il “controllo” e la strutturazione semantica della lista sono affidati all’archivio Thes dove, costantemente, tali termini vengono sottoposti all’attribuzione di relazioni e attributi tesaurali (scope note, UF, USE, BT, NT, RT).

Fiction e non-fiction

Sulla politica di indicizzazione della fiction le fonti reperibili nella letteratura professionale datano a partire dagli anni Ottanta; le più importanti, tra quelle esistenti, derivano da esperienze e teorizzazioni di area anglo-americana.
Nel 1982 le Guidelines for standardized cataloging of children's materials dell'American Library Association (elaborate dal Cataloging of Children’s Materials Committee in collaborazione con la Children’s Literature Section of the Library of Congress) raccomandavano di fornire intestazioni per soggetto anche delle opere di narrativa, “per mettere in evidenza gli aspetti più importanti dell’opera”. Per le intestazioni per soggetto applicate a materiale narrativo si sarebbe dovuta usare la suddivisione “Narrativa”.
Il documento “Dai bibliotecari americani una proposta per la catalogazione. Le linee guida per la catalogazione standardizzata del materiale per ragazzi elaborate dall'American Library Association” è dal 1991 reperibile in versione italiana essendo apparso sul numero di Sfoglialibro del gennaio-febbraio di quell’anno, alle pagine 28-33.
Nel 1986 ha avuto inizio lo sviluppo del thesaurus di Steven Olderr, pubblicato per la prima volta nel 1987 sulla scorta della buona accoglienza del precedente lavoro dell’autore, il Mistery Index, compilato con lo scopo di adattare le Library of Congress Subject Headings all’indicizzazione della fiction (cfr. S. Olderr. Olderr's fiction subject headings. A supplement and guide to the LC thesaurus, American Library Association, 1991).
Dal 1988 data anche la pubblicazione, a cadenza annuale, da parte della St. James Press dell’Olderr’s young adult fiction index che si accompagna all’Olderr’s fiction index per costituire il più importante set di strumenti di indicizzazione attualmente disponibile.
In Italia è nota la prassi di soggettazione del Soggettario della Biblioteca Nazionale Centrale che non si indirizza alla fiction se non per la parte che riguarda la saggistica letteraria; analoga posizione è stata riaffermata dal GRIS – Gruppo di ricerca sull’indicizzazione per soggetto – nella Guida all’indicizzazione per soggetto (AIB, 1996) dove, dopo aver fornito la definizione di “soggetto” (tale “può essere considerato ogni concetto o combinazione di concetti che rappresentino un tema all’interno di un documento”) si afferma: “sono da ritenere privi di soggetto quei documenti che non hanno una coerenza tematica (p.e. le enciclopedie generali), come pure i testi letterari, poiché, anche quando sono incentrati su un tema (soggetto letterario), non sono prodotti con l’intento principale di recare informazioni” (p. 14).
Di diverso segno e interesse per questo tema è stato il dibattito proposto dal Convegno "Soggetti e cattivi soggetti. Per la catalogazione semantica delle opere di fantasia", tenutosi a Leno il 29 maggio 1998 (i cui atti sono stati pubblicati dal Comune di Leno nel corso dello stesso anno). A questo convegno – il cui merito tra gli altri è stato quello di aver affrontato per la prima volta in Italia un argomento così “di frontiera” più sul piano della formazione e dell’aggiornamento del personale bibliotecario, che su quello della ricerca biblioteconomica – si rimanda sia per la puntuale ricostruzione delle ragioni profonde che muovono gli indicizzatori della fiction in un settore come quello del libro per ragazzi (ma non escludendo a priori altre possibili estensioni all’ambito adulto) dove la necessità di recupero di piste di ricerca nella narrativa è più che mai ineludibile, che per la panoramica della strumentazione disponibile.
Oltre a LiBeR Database l’unica altra esperienza nazionale di indicizzazione della fiction è stata quella di Segnalibro, espressione della base di dati della Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze, ormai cessata.

Riccardo Pontegobbi, Domenico Bartolini
(da Record 5)

 
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