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LiBeR 99
LiBeR 99
[Luglio – Settembre 2013] 


Sommario

Sketch
Children’s corner, Federico Maggioni (p. 5)
Famiglie
Bambini con la valigia, Manuela Trinci (p. 18-23)
Quando il padre se ne va, intervista a Sabina Colloredo di Paola Benadusi Marzocca (p. 22-23)
Se i miei si separano, proposta di lettura da LiBeR Database (p. 24-25)
Famiglie nascoste, Mary Hoffman (p. 26-29)
Tanti modi di essere famiglia, proposta di lettura da LiBeR Database (p. 30-31)
Illustrazioni di Antonia Barbarossa
Mestieri: il libraio
Commerciale vs culturale, Fausto Boccati (p. 32-35)
Quando Maometto non va alla montagna (p. 34)
Associati o Coordinati?, intervista di Fausto Boccati a Guido Affini e Agata Diakoviez (p. 36-37)
Il consiglio del Libraio: leggete!, intervista a Roberto Denti di Fausto Boccati (p. 38-39)
Il libraio, tra preparazione e passione culturale, intervista di Fausto Boccati a Grazia Gotti (p. 40-41)
Premio Nati per Leggere
Tutti in attesa… del postino, intervista a Michaël Escoffier e Matthieu Maudet di Rita Valentino Merletti (p. 42-44)
Premio nazionale Nati per Leggere (p. 44-45)
Piccoli lettori autonomi, Luigi Paladin (p. 45-47)
Illustrazioni di Marta Comini
I nuovi Fantasy
Se Alice incontra i vampiri, Federica Mantellassi e Serena Marradi (p. 48-51)
Sotto l’ombrello del Fantasy, Tiziana Merani (p. 52-53)
Divulgazione
Libri per fare, Francesca Brunetti (p. 54-57)
Pensare con la testa e con le mani, intervista a Cristina Làstrego Testa di Francesca Brunetti (p. 55)
Cartoonia
Fumetti “fior da fiore”, Giulio C. Cuccolini (p. 58-59)
Teatro/Ragazzi
Avanguardia e primati, Mafra Gagliardi (p. 60-61)
Media Kids
Piccoli animali digitali, Maurizio Caminito (p. 62-63)
In aiuto dei bambini artistici… c’è Niki! (p. 63)
Bestseller per aspiranti bambini
Giocare con l’arte, Michele Rak (p. 64)
Dossier Segnali di lettura
Per una geografia delle tendenze, Antonella Lamberti (p. 66-67)
Leggere in tutte le direzioni, Laura Anfuso (p. 68-69)
Materia Grigia (p. 70-73)
Rubriche
Rubabandiera

La ludoteca delle montagne, Roberto Farnè (p. 74-75)
La cattedra di Peter
La solitudine infantile, Emma Beseghi (p. 76-77)
La cassetta degli attrezzi
Amarcord di fumetti d’antan, Giulio C. Cuccolini (p. 78)

Copertina

L’illustrazione di copertina è di Atonia Barbarossa, vincitrice nell’aprile 2013 del concorso per la copertina de “la Lettura” del Corriere della Sera con un’opera di “Pop Metropolitano”

Inserto redazionale – Schede Novità

La bibliografia del libro per bambini e ragazzi, con le segnalazioni di 589 novità.

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Estratti

Famiglie

Manuela Trinci (Bambini con la valigia: “Diciamo pure che i personaggi dell’universo fiabesco tradizionale si sono trovati spesso spesso a fare i conti con famiglie non proprio accudenti! Basti pensare ai Tre porcellini, forzati a uscire di casa in previsione di altre gravidanze di mamma porcella, oppure a Pollicino, a Hansel e Gretel, deliberatemente abbandonati dal babbo e dalla mamma nel fitto del bosco, o a Prezzemolina, svenduta da una genitrice invidiosa a una brutta arpia, o a Pelle d’Asino costretta a fuggire da un padre incestuoso, o ancora a Cenerentola e Biancaneve orfanelle derelitte in mano a crudeli matrigne. Famiglie maltrattanti, certo abusanti, madri morte e padri disattenti o collerici e avventati, genitori regali, mercanti, taglialegna e contadini, alle prese con incantesimi, madrine benevole o pozioni di malasorte. Eppure, in questo catalogo di destini incrociati, non si è mai avuto notizia che Cappuccetto Rosso o Radicchetto, sebbene un po’ vessati da mamme apprensive, oppure Il brutto anatroccolo o Riccioli d’oro, per quanto new entry in famiglie allargate, abbiano dovuto preoccuparsi della crisi sentimentale dei propri genitori o si siano trovati di fronte a una loro separazione, consensuale o meno! Questioni tipiche della modernità e che oggi coinvolgono un numero sempre crescente di bambini: i “bambini con la valigia” o i “bambini sulle ruote”, alias i figli del divorzio. Gli ultimi dati ISTAT confermano, infatti, in una “comunità immaginata”, l’acutizzarsi dell’instabilità dei legami coniugali nonché della disintegrazione dei vincoli. Nell’ultimo decennio i divorzi sono aumentati del 60%. Solo nel 2010 i figli coinvolti nella crisi coniugale sono stati 103.478 nelle separazioni e 49.853 nei divorzi. Il sorpasso è ormai vicino. I figli dei genitori separati tallonano da vicino quelli delle coppie che reggono”).

Sabina Colloredo intervistata da Paola Benadusi Marzocca (Quando il padre se ne va: “Sabina Colloredo, scrittrice poliedrica e brillante, ha affrontato il tema della separazione dei genitori nel momento in cui i figli sono adolescenti in due libri pubblicati dalle edizioni Fanucci, Cbcr. Cresci che ripasso e Tutto di personale, centrati sul personaggio di Sara prima sedicenne, poi diciannovenne.
D. Che cosa l’ha spinta a scegliere proprio questo argomento fra le innumerevoli realtà di cui è composto l’universo giovanile?
R. L’esperienza della separazione è dolorosa, e soprattutto porta alla luce contraddizioni e disagi che il più delle volte resterebbero nascosti. Anche la madre e il fratello Danilo sono sconvolti: la normalità può essere scioccante, in certi casi più estrema di avventure proiettate in dimensioni futuribili”).

Mary Hoffman (Famiglie nascoste: “Ho iniziato a studiare libri illustrati scritti in inglese nei primi anni Settanta, all’inizio dall’interno di un gruppo vicino al movimento femminista e in seguito lavorando per i diritti dei bambini. Guardavamo a generi, razze e classi ed eravamo scioccati dalla grande divisione tra la realtà e la sua rappresentazione nei libri per bambini. Particolarmente deludente era la rappresentazione del ruolo delle donne adulte in questi libri. Non ci stavamo occupando in maniera specifica della famiglia, ma era chiaro che la letteratura rivolta ai piccoli vedeva il ruolo materno finalizzato al prendersi cura della casa e dei bambini: quel ruolo che era definito sempre dall'indossare un grembiule. Non ci aspettavamo astronaute o ricercatrici scientifiche, ma non c'erano nemmeno donne che lavorassero come cassiere nei supermercati, nè parrucchiere, nè insegnanti. Le ultime statistiche nel Regno Unito, del 2011, mostrano che oggi il 66,5% delle donne con bambini a carico lavorano. Seppure le madri lavoratrici fossero in percentuale minore negli anni Settanta, il mondo descritto nei libri, allora e ancora oggi, sembra appartenere alla metà del secolo scorso. Un’altra realtà che ancora non viene mostrata molto negli albi illustrati è quella dei genitori single, anche se le statistische dicono che nel 22% delle case del Regno Unito abita un genitore solo: il triplo di ciò che accadeva quaranta anni fa”).

Mestieri: il libraio

Fausto Boccati (Commerciale vs culturale: “Ognuno di noi ha avuto modo di consigliare la lettura di un libro a un amico. È un compito facile, oltre che piacevole: pescando fra i libri del cuore siamo subito in grado di condividerli con i silenzi allusivi e le parole persuasive della passione. Di fronte a un bambino che non conosciamo tutto si complica, dovremmo stimare le attitudini del giovane lettore e la gerarchia delle sue preferenze in base all’età, le specifiche esperienze di lettura, gli interessi personali, le pressioni mediatiche alle quali è esposto, le abitudini di lettura in famiglia, se non vogliamo appiattire la scelta alle variabili età e sesso. In libreria c’è un’ulteriore inconveniente: tra il libro e il suo lettore si inserisce un adulto impegnato in un acquisto. A varcare la soglia del negozio il bambino – quando c’è! – non è mai solo: genitori, nonni, zie, vicini di casa, insegnanti, lo scorteranno con le migliori intenzioni nell’esplorazione di questo spazio sostituendosi spesso a lui nella scelta. Dal canto loro, bambini e ragazzi manifestano il loro carattere onnivoro muovendosi spontaneamente tra gli scaffali, attratti da copertine, formati, personaggi della televisione e gadget di richiamo; la formazione del loro gusto si struttura all’interno dell’ambiente culturale nel quale crescono, e si manifesta con precise attese. Fra il bambino e il “suo” libro si crea così una doppia distanza: il valore che gli adulti (compreso il libraio!) attribuiscono alla lettura e ai libri; e un’editoria che si impegna a produrre – per poi assecondare – le sue preferenze di consumatore. Il libraio si pone in questo contesto come mediatore di un dialogo“).

Roberto Denti intervistato da Fausto Boccati (Il consiglio del libraio: leggete!: “D. Cosa servirebbe perché in Italia la lettura dei libri diventi una consuetudine più diffusa?
R. I maestri non leggono, i genitori non leggono, parlare di libri non è un argomento di conversazione abituale nelle nostre famiglie e in generale nella vita quotidiana dei nostri figli: sono questi i veri ostacoli che si frappongono fra il libro e il bambino; il quale, banalmente, non può apprezzare una cosa se nessuno si preoccupa di fargliela conoscere. Teniamo anche conto che leggere comporta una fatica, e ai bambini di oggi vengono spesso risparmiate le cose non immediatamente gratificanti, le attività che richiedono l’intervento attivo dell’attenzione e del pensiero critico. Quando riusciamo a fargli scoprire il piacere della lettura il bambino non ha più resistenze nell’affrontare il libro, ma questa strada deve percorrerla per gradi, anche passando attraverso quelle letture (oggi Stilton, ieri i Piccoli Brividi…) che a noi adulti sembrano “inutili”. Bisognerebbe che a occuparsi di questo problema fosse il Ministero dell’Istruzione, introducendo nelle scuole un tempo dedicato al “piacere della lettura”, come importante momento di formazione culturale dei ragazzi. Al di là dei programmi scolastici e lontano dalla minaccia di schede di valutazione e domande di comprensione (le narrative scolastiche tanto care agli insegnanti). Il diritto di passare da un libro all’altro alla ricerca di quello che più diverte, piace ed emoziona, dovrebbe occupare un tempo garantito per istituzione, affinché gli insegnanti non si sentano esonerati da questo importante impegno”).

Grazia Gotti intervestata da Fausto Boccati (Il mestiere del libraio, tra preparazione e passione culturale: “D. Qual è lo spirito formativo che anima le proposte didattiche, la vostra filosofia di fondo?
R. La nostra convinzione resta quella che per diventare librai per ragazzi occorra una preparazione particolare oltre che, ovviamente, una passione pedagogica, culturale. Certo si tratta pur sempre di un mestiere, per il quale bisogna essere attrezzati anche dal punto di vista economico, ma più del mercato vale la passione, la preparazione, l'amore per la cultura. Ecco, la nostra filosofia di fondo deriva dal pensiero filosofico di Giovanni Maria Bertin, maestro di Antonio Faeti, un filosofo che ha fortemente innovato la pedagogia italiana, il cui pensiero, a cent'anni dalla sua nascita, è vivo e alimenta le giovani menti dei ragazzi che frequentano gli atenei italiani. Testi come Educazione alla ragione, Educazione al cambiamento, e posizioni a favore della letteratura per l'infanzia, della stampa periodica, dell'educazione estetica, fanno del magistero bertiniano la punta di diamante del pensiero pedagogico contemporaneo”).

Premio Nati per leggere

Intervista a Michaël Escoffier e Matthieu Maudet di Rita Valentino Merletti (Tutti in attesa… del postino: “D. Il vostro modo di lavorare con i bambini mi è parso perfettamente intonato al dibattito sul destino del libro nell’epoca di travolgenti innovazioni tecnologiche. Come vedete il futuro del libro?
R. Noi due, vista la nostra età, facciamo parte della generazione digitale e il nostro lavoro creativo si svolge completamente attraverso l’uso del computer. Non viviamo nella stessa città e quindi ci scambiamo idee e progetti in formato digitale… Quando ci sembra che la storia funzioni Matthieu comincia a illustrarla… Lavoriamo in questo modo pensando che il prodotto finale sarà comunque un libro di carta; se lavorassimo in vista di un formato unicamente digitale adotteremmo altri criteri e il risultato non sarebbe il medesimo”).

Luigi Paladin (Piccoli lettori autonomi: “Qualsiasi considerazione sulla lettura prescolare dovrebbe tener conto contemporaneamente del bambino, del lettore e del libro; ora, mentre del bambino e del suo sviluppo si ha una discreta conoscenza e vi sono degli specifici campi di studio (come a esempio sui prerequisiti per la lettura decifrativa), per quanto riguarda la lettura e le caratteristiche del libro sono scarse le conoscenze e gli approfondimenti, specie a livello psicopedagogico. Un rischio è quello di raggruppare i libri da 0 a 6 anni come se fossero tutti uguali, come se non ci fossero delle profonde differenze evolutive sul modo di leggere da parte del bambino, sulle caratteristiche dei libri rivolti alla prima infanzia (0-3 anni) rispetto a quelli riferibili al periodo successivo. I tre “soggetti”, bambino, lettore e libro, sono collegati da un robusto filo carico di valore affettivo ed emotivo, che passa dal bambino lettore alle cose che scopre, impara a distinguere e lo conquistano, come può avvenire con il libro. Il tipo di legame però muta con la crescita, gli interessi, le capacità e altrettanto mutano le modalità di lettura e i libri a lui rivolti.
Non tener conto di tale evoluzione, potrebbe comportare il rischio di “bruciare” l’interesse, non rinforzare la motivazione, ridurre gli sforzi messi in atto per suscitare interesse e coinvolgere il lettore, come pure vanificare il tempo dedicato alla mediazione”).

I nuovi Fantasy

Federica Mantellassi e Serena Marradi (Se Alice incontra i vampiri: “La letteratura fantasy alimenta il suo catalogo del meraviglioso attingendo a un patrimonio di antiche storie e nuovi miti. Così il complesso della mitologia germanica, delle saghe scandinave e dei poemi medievali, che avevano trovato nuova vita nella costruzione tolkeniana, offre materiali a quella produzione più in linea con il fantasy per noi classico: stregoni, cavalieri, draghi, elfi, nani, orchi, troll popolano l’ Alagaësia di Eragon, le Terre Emerse di Nihal, il gelido e piovoso mondo di Yorsh, le isole di Earthsea, la Corte itinerante di Blest. Più di recente la mitologia classica delle terre meridionali ha sollecitato l’immaginazione di due autori molto diversi, con i rissosi numi olimpici del ciclo di Percy Jackson e le suggestioni dell’antico mondo greco nell’ultima Paver.
Un interessante contributo al materiale narrativo contemporaneo viene poi da temi e personaggi che si riconducono all’immaginario cristiano: se Pullman mette in scena le lotte degli uomini e delle creature angeliche e la morte di Dio, offre un punto di vista alternativo su alcune pagine della storia biblica Miriam delle cose perdute, che arricchisce la biografia mariana della magia del Popolo Elementare, protettore dell’equilibrio del mondo.
La mitologia crisitana alimenta storie fantasy anche servendosi di antichi simboli rielaborati dalla letteratura fantastica ottocentesca e da lì cristallizzatisi in figure che incarnano in questa chiave la lotta Luce-Tenebre: un esempio su tutti i vampiri del ciclo di Twiligth che hanno inaugurato il prolifico sotto-genere del paranormal romance che incrocia atmosfere e personaggi del mondo gotico – il vampiro, il licantropo, l'angelo, il demone, la strega – con il tema amoroso”).

Tiziana Merani (Sotto l’ombrello del fantasy: “Dove inizia e dove termina il fantasy? Folklore, mito , fiabe, fantascienza, ognuno di questi generi s’intreccia, presta e ruba qualcosa alla narrativa fantastica, che negli ultimi anni ha assunto fisionomie insolite dando vita a una serie di sottogeneri. Germogli nuovi, nati all’ombra della pianta madre e caratterizzati da un’ambientazione surreale, i nuovi modelli fantasy possono fluttuare in luoghi esterni a spazio e tempo, popolarsi di animali antropomorfi, di eroine selvagge, di cavalieri del male, trascinando il lettore lungo sentieri bui come incubi o luminosi come astri”).

Divulgazione

Francesca Brunetti (Libri per fare: interviste a Fabrizio e Marina Barbero, Delphine Grinberg, Emanuela Bussolati e Cristina Lastrego Testa “Quali sono le tendenze dell’editoria di divulgazione? Le costanti che oggi la identificano e al tempo stesso la differenziano da altri generi? “20 anni di scienza in gioco”, il convegno tenutosi alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna in occasione del ventesimo compleanno di Editoriale Scienza, è stato un’opportunità per riflettere sulle modalità attraverso cui la divulgazione comunica, interroga il mondo nella sua bellezza e complessità. Un’occasione per soffermare l’attenzione su quelle pubblicazioni tese a sollecitare l’osservazione diretta della realtà e a far fare, progettare, esperire i bambini, con il gioco e con la manualità, da soli o in compagnia”).

Cartoonia

Giulio C. Cuccolini (Fumetti “fior da fiore”: “Roberta Colombo nell’articolo “I fumetti hanno abbandonato i bambini” (Hamelin, n. 33/2013) lamenta che 'il mercato dell’editoria in Italia stia con il freno a mano tirato e sia così reticente a pubblicare nuove storie a fumetti per giovani lettori'. E a sostegno di questa tesi cita l’opinione dello scrittore americano Michael Chabon: 'I bambini non hanno abbandonato i fumetti; sono stati i fumetti nella loro ambizione di guadagnare rispetto e validità artistica ad abbandonare i bambini.' (in Mappe e leggende, Indiana, 2013). Purtroppo è questo il trend manifestatosi in questi ultimi decenni. Chiedersi il perché richiederebbe spazio e competenze ben oltre la mia portata. Tuttavia in presenza di storie a fumetti appetibili ne segnalo alcune tenendo conto dei rispettivi meriti narrativi e artistici, del valore formativo, dell’età dei potenziali lettori. Non senza avere prima precisato che a monte delle mie scelte stanno alcune mie convinzioni: che, sovente, un libro che piace ai bambini piace anche agli adulti e che un libro che interessa gli adulti può suscitare anche interesse nei bambini; che se è vero che la bella scrittura e il bel disegno interessano al bambino meno di una bella storia, non si deve per ciò ritenere che la scrittura sciatta e il disegno trasandato o approssimativo (a volte contrabbandato come disegno creativo e originale) siano graditi ai piccoli lettori. Qualcuno ha osservato che certe eccentriche proposte grafiche piacciono più agli adulti che ai destinatari infantili”).

Teatro/Ragazzi

Mafra Gagliardi (Avanguardia e primati: “Probabilmente sono stati i primi ad averci pensato. Non in senso assoluto, perché già da tempo la Raffaello Sanzio, forse la più prestigiosa compagnia dell'avanguardia nostrana, porta in scena struzzi, asini, cavalli. Ma nel Teatro/Ragazzi che offre spettacoli itineranti per le scuole, quello di Ca' luogo d'arte è un primato: in Incontri con animali straordinari (testi di Marina Allegri e Maurizio Bercini) convoca gli spettatori sotto uno chapiteau da circo e sulla pista circolare ecco che sgambettano due rosei maialini: le autentiche star dello spettacolo. Corrono allegramente tutt'intorno, mangiano con voracità, giocano tra loro, come i cuccioli d'ogni specie (questi sono nati da appena tre mesi). Uno dei due improvvisa un autentico coup de theatre, fuggendo attraverso un pertugio nel prato circostante, con i tecnici che corrono a riprenderlo. Un bambino stupefatto si informa: “Ma sono proprio veri, questi?” (non lo si può criticare, la referente culturale è sempre la tv che propina vertiginosamente finzioni). Lo spettacolo rientra in un progetto che prevede rappresentazioni diverse a seconda delle fasce d'età: quella per i più piccoli è incentrata sui vitellini, quella per i più grandi sulle galline. Il pubblico di bambini è letteralmente in visibilio. Eppure si tratta di bestie nient'affatto straordinarie, ma di domestici animali da cortile”).

 
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