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La bibliografia nazionale dei libri per ragazzi
Grazie alla collaborazione avviata tra la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF) e LiBeR la serie a stampa Libri per ragazzi della Bibliografia nazionale italiana (BNI) – iniziata dalla Biblioteca Nazionale nel 1995 per segnalare le pubblicazioni per bambini e ragazzi edite e/o prodotte in Italia – prosegue con La bibliografia nazionale dei libri per ragazzi, che esce come inserto redazionale di LiBeR a partire dal numero 74 (apr.-giu.2007).
Il fascicolo de La bibliografia nazionale dei libri per ragazzi sostituisce il precedente “Dossier novità”, che dal 1987 costituiva parte integrante della rivista promossa dalla Biblioteca di Campi Bisenzio ed edita da Idest.
La catalogazione del materiale viene effettuata dai documentalisti di LiBeR Database, con la collaborazione della BNCF per quanto riguarda le operazioni di authority control.
Le segnalazioni bibliografiche – tratte da LiBeR Database – sono ordinate in base alla classificazione per generi di LiBeR Database e, all’interno, per titolo.
La struttura delle schede segue lo schema dell’International standard bibliographic description (ISBD): titolo proprio, titoli paralleli, complementi del titolo, formulazioni di responsabilità, edizione, dati sulla pubblicazione (nome dell’editore e data), descrizione fisica, serie, ISBN e prezzo.
Non si sono persi però gli elementi di documentazione e di valutazione che caratterizzano il servizio di informazione assicurato da LiBeR e che restano di esclusiva competenza e responsabilità della redazione di LiBeR Database: l’abstract, la fascia d’età e il giudizio sintetico espresso con le “stellette”, elementi ai quali molti lettori di LiBeR fanno da anni riferimento.
Le schede sono integrate dal numero di Classificazione decimale Dewey (ed. 22) e dalla numerazione progressiva annuale della scheda secondo BNI.
Ogni fascicolo è corredato da quattro indici: per titoli, autori, serie e CDD.
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Interviste
Se la biblioteca guarda al futuro – Intervista a Maria Letizia Sebastiani
L’offerta di strumenti efficaci per la ricerca e il reference e la conservazione dei materiali richiede energie, investimenti, collaborazioni (da LiBeR 91, luglio 2011))
BNI la serie si rinnova – Intervista ad Antonia Ida Fontana
Un incontro costruttivo e un nuovo progetto per documentare un settore che necessita di sinergie: protagonisti la Bibliografia Nazionale Italiana e LiBeR (da LiBeR 73, gennaio 2007)
Informazioni e abbonamenti
Avvertenza
Le caratteristiche tecniche e biblioteconomiche della documentazione bibliografica offerta dalla Bibliografia nazionale dei libri per ragazzi – inserto redazionale della rivista LiBeR.
Abbonamenti
La Bibliografia nazionale del libro per ragazzi è distribuita come inserto della rivista trimestrale LiBeR.
Abbonamento annuale (4 numeri): Italia: € 44,00 – Estero € 66,00
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LiBeR
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BNI la serie si rinnova – Intervista ad Antonia Ida Fontana
Un incontro costruttivo e un nuovo progetto per documentare un settore che necessita di sinergie: protagonisti la Bibliografia Nazionale Italiana e LiBeR. Ne parla Antonia Ida Fontana, allora direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nell'intervista rilasciata a LiBeR nel gennaio del 2007.
La BNI sarà realizzata con il supporto di LiBeR: qual è il suo punto di vista riguardo a questa collaborazione?
La serie Libri per ragazzi della Bibliografia nazionale italiana cambia aspetto, collaboratori, ma non destinatari e scopo, che rimane quello di dare un’informazione autorevole, esaustiva e tempestiva su quanto viene pubblicato oggi in Italia in relazione a questo settore dell’editoria.
A distanza di più di dieci anni dall’avvio della serie, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, da sempre incaricata della redazione della BNI, deve ripensare le sue politiche editoriali anche sotto il profilo dei costi, e ha ancora come guida le indicazioni dello “Studio di fattibilità per la riorganizzazione dei servizi bibliografici in Italia”, promosso nel 1992 dall’allora Ministero per i Beni Culturali e cofinanziato dalla Comunità Europea. Proprio a seguito e in applicazione dello studio di fattibilità, la BNI aveva dato avvio alla serie nel 1995, prendendo in conto i libri per ragazzi assieme a quelli destinati ai bambini, colmando una lacuna nel panorama nazionale. Fatto rilevante per la sua storia, dato che l’avvertenza che ha accompagnato per lungo tempo i fascicoli recitava: “la Bibliografia esclude comunque il materiale che per sua natura è destinato a gruppi e categorie particolari di persone”; l’elenco poi delle classi di documenti non trattati comprendeva le “Pubblicazioni per bambini e per ragazzi che siano delle riduzioni e rielaborazioni di testi o di spettacoli, i libri gioco...”.
La BNI Libri per ragazzi fin dalla sua nascita ha presentato un’ulteriore particolarità rispetto alle altre serie, che consisteva nell’applicazione del principio che una Bibliografia Nazionale non è tale in riferimento al posseduto dell’ente che la produce, poiché l’elemento determinante è la copertura che la Bibliografia stessa deve perseguire, qualunque sia il mezzo di cui si serve per raggiungerla. Infatti la BNI nella redazione della serie si era avvalsa della collaborazione di un partner privato, l’Editrice Bibliografica, che forniva direttamente (senza il tramite di SBN) i record bibliografici relativi alle nuove edizioni riguardanti questo settore dell’editoria. I bibliotecari della BNI eseguivano su questi record il controllo bibliografico per garantire la corrispondenza allo standard pertinente a una descrizione secondo le regole nazionali e internazionali, svolgendo quindi i compiti propri di una bibliografia. I dati dei fascicoli di questa serie venivano poi riversati nel cd rom della BNI, comprensivo di tutte le serie.
Quali sono le prospettive della BNI Ragazzi?
Dopo dieci anni di BNI Ragazzi così concepita, la Biblioteca Nazionale di Firenze, scaduta la convenzione con l’Editrice Bibliografica, ha deciso di fare un notevole passo in avanti, possibile solo con la collaborazione di partner esterni. È nato un progetto con lo scopo di rendere questa serie compagna di viaggio di chi si dedica a tutti gli aspetti caratteristici del panorama editoriale per i ragazzi, per farne uno strumento rispondente alle esigenze dei suoi destinatari finali, le biblioteche specializzate del settore e quanti se ne occupano.
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha voluto quindi rivolgersi a una realtà importante operante sul territorio, la società Idest, editrice della rivista LiBeR dedicata, come recita il sottotitolo, ai libri per bambini e ragazzi. La rivista ha alle spalle la Biblioteca Gianni Rodari del Comune di Campi Bisenzio, che svolge un capillare servizio di documentazione su questo tipo di pubblicazioni, acquisendo tutte le novità distribuite in Italia. Ha tutte le carte in regola quindi per diventare partner della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Dopo una serie di incontri con i responsabili della redazione di LiBeR, è nata l’idea di trasformare il “Dossier novità”, rubrica fissa della rivista che segnala le nuove pubblicazioni, nella nuova BNI Ragazzi, con il vantaggio di fornire più servizi contemporaneamente: quello bibliografico vero e proprio, e quello di far incontrare libri e lettori, attraverso gli strumenti già tipici della rubrica, come l’abstract, il giudizio di merito, la segnalazione della fascia d’età dei lettori per cui la pubblicazione è indicata. Questi ultimi elementi, ben noti ai lettori di LiBeR, continueranno a essere presenti a corredo delle descrizioni strutturate secondo le regole dell’International standard bibliographic description, mentre indici per titoli, per autori e per classe completeranno il fascicolo. Naturalmente gli autori saranno presenti nell’indice nella forma controllata, e corredata degli opportuni rinvii.
Quali sono quindi le continuità e le differenze che questa nuova operazione comporta rispetto all’assetto precedente della BNI Ragazzi?
Questa operazione comporta un certo “allontanamento” della serie dei libri per ragazzi dalle altre serie della BNI. Intanto nell’aspetto fisico del fascicolo a stampa, ma anche nella presentazione delle schede, ordinate sempre per titolo e non più per autore (se presente), all’interno di una classificazione basata su generi editoriali e non sulle classi della Dewey; le descrizioni quindi non più precedute dall’intestazione principale, ma le responsabilità sempre indicate nell’area apposita della descrizione. Si perderà anche la ricca descrizione fisica che aveva contraddistinto la serie, per una descrizione essenziale. Cambia anche lo strumento con cui viene esplicitato il contenuto del documento: non più le stringhe di soggetto, ma l’abstract, un elemento prezioso per l’utente e tipico del servizio da sempre reso da LiBeR e che, non appartenendo alla tradizione della BNI, non comparirà nello strumento elettronico cumulativo della BNI.
L’indicazione del contenuto attraverso la classificazione decimale Dewey, già presente in LiBeR, è invece irrinunciabile per la BNI, e il fascicolo sarà corredato da un indice per classe, tanto più necessario in quanto l’ordinamento delle schede, come si è detto, non seguirà la classificazione Dewey.
La bibliografia per ragazzi non rinuncia quindi alle caratteristiche che contraddistinguono tutte le serie di BNI: il rigore nell’applicazione degli standard catalografici, l’esaustività della descrizione, pur nel rispetto della peculiarità del materiale, ma in più accetta di “lavorare in comune” con altri, di convivere accanto ad altre indicazioni e ad altri scopi, per meglio svolgere un utile servizio alle tante biblioteche del settore, e assolvere il fondamentale compito di documentazione.
Il commento di LiBeR
LiBeR saluta con grande soddisfazione la collaborazione avviata con la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze per la realizzazione della Bibliografia nazionale dei libri per ragazzi e la sua diffusione tramite la rivista.
Si tratta anche di un riconoscimento importante per il servizio di documentazione dei libri per ragazzi nato ormai vent’anni fa con la Biblioteca Gianni Rodari di Campi Bisenzio (attualmente attiva presso la Biblioteca di Villa Montalvo) e assicurato – con la cura di Idest – da LiBeR, da LiBeR Database e dal portale www.liberweb.it.
L’informazione bibliografica garantita da LiBeR Database ha avuto una preziosa occasione di arricchimento nei mesi passati con il passaggio in Internet (www.liberdatabase.it) – che ha consentito un ampliamento delle possibilità di ricerca, l’adeguamento a Unimarc e la piena funzionalità come fonte per la catalogazione derivata. La collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze per la Bibliografia nazionale dei libri per ragazzi ci offre ora un nuovo stimolo al perfezionamento delle scelte documentarie e alla tempestività dell’informazione, per garantire a tutti i nostri lettori un servizio ancora più ricco ed efficiente.
La direzione di LiBeR
(da LiBeR 73)
Avvertenza
La Bibliografia nazionale dei libri per ragazzi – inserto redazionale della rivista LiBeR che prosegue la serie Libri per ragazzi della Bibliografia nazionale italiana iniziata nel 1995 – ha le caratteristiche di seguito descritte.
Contenuto e copertura
La serie segnala, a cadenza trimestrale, tutte le pubblicazioni per bambini e ragazzi pubblicate in Italia. Le pubblicazioni sono descritte al momento della loro distribuzione.
Norme
Le norme applicate nella redazione delle schede sono le Regole italiane di catalogazione per autore e la 22. edizione della Classificazione decimale Dewey.
Struttura e ordinamento delle schede
Le descrizioni, sempre presentate sotto il titolo e strutturate secondo lo schema dell’International standard bibliographic description, sono distribuite nei fascicoli in una sequenza per generi.
Le schede presentano inoltre tre elementi le cui scelte e responsabilità sono di esclusiva competenza della redazione di LiBeR Database: l’abstract, la fascia d’età e una valutazione, proposta mediante un giudizio sintetico espresso con “stellette”:
***** Da non perdere
**** Molto interessante
*** Meritevole di attenzione
** Di scarso interesse
* Di nessun interesse.
Completano la scheda il numero di Classificazione decimale Dewey e – in basso a destra – la numerazione progressiva annuale della scheda, preceduta dalla sigla BNI.
Indici
Ogni fascicolo è corredato da indici: per titoli, serie, autori e CDD. In quest’ultimo le notazioni numeriche sono ordinate sotto vedette basate sulla 14° edizione abbreviata del sistema.
Il riferimento alle schede avviene per mezzo del numero progressivo.
L’indice per autori comprende le responsabilità di autore principali e secondarie obbligatorie previste dalle REICAT, comprese quelle relative alle serie.
Se la biblioteca guarda al futuro – Intervista a Maria Letizia Sebastiani
L’offerta di strumenti efficaci per la ricerca e il reference e la conservazione dei materiali guardando alle innovazioni digitali richiede energie, investimenti, collaborazioni: ne parla in questa intervista rilasciata a LiBeR nel maggio 2011 la direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Maria Letizia Sebastiani.
Grazie alla collaborazione tra LiBeR e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dal 2006 la serie a stampa Libri per ragazzi della Bibliografia nazionale italiana si è trasformata ne La bibliografia nazionale dei libri per ragazzi, che esce come inserto redazionale di LiBeR. Dal 2008 la collaborazione si è estesa all’arricchimento del Nuovo soggettario.
Come valuta questa esperienza?
La collaborazione tra LiBeR e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF), iniziata, come ricordato, nel 2006 con la redazione a stampa del fascicolo Libri per ragazzi della BNI, ha registrato in questo periodi dei momenti particolarmente significativi. Nell’ambito di un piano operativo più ampio, infatti, il fascicolo si è trasformato in un inserto redazionale che costituisce La Bibliografia nazionale dei libri per ragazzi e, in un passato ancora più recente, la collaborazione si è estesa alla implementazione del Thesaurus del Nuovo soggettario, attualmente il più importante strumento di indicizzazione semantica italiano, la cui realizzazione rientra tra i compiti istituzionali della BNCF, in quanto agenzia bibliografica nazionale.
Il progetto del Nuovo soggettario, che rinnova il Soggettario per i cataloghi delle biblioteche italiane, pubblicato fin dal 1956 dalla Biblioteca, ed è sostenuto dalla Direzione generale per le biblioteche, gli Istituti culturali e il diritto d’autore, ha prodotto, infatti, un Thesaurus – oggi consultabile sul web dalla postazioni della Biblioteca o liberamente sul sito web della BNCF all’indirizzo – in continuo accrescimento e implementazione, nel rispetto di standard e metodologie condivise. è in questa ottica che si è consolidata la collaborazione tra la BNCF e Idest, che da molti anni gestisce il thesaurus Spider, nato nell’ambito dei servizi documentari della Biblioteca Rodari di Campi Bisenzio, impiegato nell’indicizzazione dei libri per bambini e ragazzi in LiBeR Database. Questa esperienza di collaborazione pubblico-privato ha avuto come risultato la possibilità di offrire strumenti più efficaci alla ricerca e al reference, permettendo di incrociare le più disparate terminologie: dalle tecniche alle specialistiche alle generali.
Nel panorama editoriale italiano i libri per ragazzi costituiscono da almeno un ventennio una realtà importante, sia per la crescita considerevole che per l’innovazione dei prodotti. Quale ruolo può svolgere questa realtà nella politica bibliografica e nei programmi della Biblioteca nazionale?
Quando parliamo di libri per ragazzi ci riferiamo a oggetti estremamente diversi tra di loro: si va da racconti o romanzi pensati per un pubblico giovanile, alle edizioni rivedute dei classici per adulti, da libri di solo testo a libri illustrati, dai fumetti ai libri composti da sole illustrazioni per citare solo alcune tipologie. Del resto il libro per ragazzi è un settore in continua crescita ed evoluzione, molto più del libro per adulti. In seguito all’evoluzione dei linguaggi e al consolidarsi di sempre più nuove tecnologie, il libro per ragazzi sta vivendo da molti anni una fase di forte espansione, grazie anche a un mercato editoriale innovativo e interessante. Alcuni di questi prodotti si presentano con un perfetto equilibrio di materiali, colori e caratteri; altri sono dei prodotti di serie, dal contenuto effimero. Tuttavia ognuno di questi prodotti rappresenta un tassello nella storia della editoria e ci fornisce informazioni utili a tracciare un quadro della storia editoriale e culturale del nostro Paese.
Proprio per il loro valore storico questi libri andrebbero conservati e ci auguriamo che anche in Italia si arrivi ad avere, come negli altri paesi europei e non, un centro nazionale per la raccolta, lo studio, la promozione e la valorizzazione del libro per ragazzi.
A questo proposito vanno sottolineati due aspetti: da una parte il ruolo ricoperto dalla BNCF, garante, insieme con la BNCR, dell’Archivio nazionale della produzione editoriale italiana, ai sensi della normativa italiana sul deposito legale, dall’altro come negli ultimi anni sia andato maturando nella Biblioteca un nuovo approccio a tale materiale. Se è vero che negli anni passati la BNI includeva nella sua casistica di esclusioni una parte considerevole della produzione editoriale rivolta ai ragazzi, oggi si registra un crescente interesse a tale materiale, come dimostra la pubblicazione de La Bibliografia nazionale dei libri per ragazzi in collaborazione con LiBeR. In questa ottica, dunque, considerando sia che, accanto ai prodotti librari tradizionali, il mercato editoriale offre oggi anche molti supporti audiovisivi e digitali sia che la BNCF ha avviato da tempo progetti mirati alla conservazione di tali materiali – conservazione che, ricordiamo, richiede un notevole investimento in termini di risorse umane e finanziarie – potremmo oggi individuare nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze l’Istituto adatto a gestire tale compito.
Lei dirige la Biblioteca nazionale centrale di Firenze da pochi mesi. Vuole indicarci qualche progetto che ha in mente, considerando anche le difficoltà che caratterizzano il presente di molti istituti culturali nel nostro Paese?
Partendo dal presupposto che le biblioteche custodiscono la memoria storica della nazione e che la BNCF in relazione alla qualità e quantità del patrimonio conservato e alle differenti tipologie di supporti di tale materiale è sicuramente l’Istituto Bibliografico più importante del Paese, dovendo tracciare un suo percorso nel futuro prossimo ritengo che, se da una parte si porrà nella scia delle linee già tracciate dalle precedenti direzioni e dai suoi compiti istituzionali, dall’altra continuerà ad accettare le sfide proposte dal presente. La BNCF, pertanto, proseguirà nella redazione della BNI e nell’implementazione del Nuovo Soggettario così come continuerà a occuparsi della traduzione della CDD, porterà avanti il suo ruolo di Emeroteca Nazionale implementando le sue collezioni e recuperando, grazie alle nuove tecnologie digitali, quanto portato via dalla furia dell’Arno, si dedicherà come nel passato alla catalogazione e gestione del suo sempre più cospicuo e notevole materiale librario, documentario e storico-artistico, e in particolare del cosiddetto materiale minore, importantissima fonte di ricerca soprattutto nel campo della storia moderna e contemporanea e della civiltà in genere. D’altra parte investirà sempre di più non solo nella conservazione e nella tutela del patrimonio librario e documentario ma anche nella conservazione delle memorie digitali sia native originali sia prodotti di riproduzioni.
Nel primo caso, in particolare, si stanno indirizzando molti sforzi nel delineare itinerari storico-didattici, rivolti alle scuole e ai cittadini, che ripropongano sia in modo scientifico che in modo divulgativo l’affascinante mondo della nascita del libro quale manufatto, testimone delle civiltà che lo hanno prodotto, in un excursus che va dal manoscritto al fumetto, ma anche tracciando linee guida per la tutela e la salvaguardia delle collezioni in caso di cataclismi, a partire dal fenomeno, ovviamente, dell’esondazione dei fiumi.
Nel secondo caso, la BNCF è impegnata, insieme con la BNCR e la Biblioteca Nazionale Marciana, in un progetto di fruizione e conservazione delle memorie digitali denominato “Magazzini digitali”, che ha come scopo accanto alla consultazione di tale materiale anche la sua conservazione in depositi certificati, che rispondono a determinati requisiti di sicurezza e di qualità. La BNCF ha anche accettato la sfida dei nuovi strumenti mediatici. Le biblioteche sono del tutto consapevoli che internet non distruggerà né renderà inutili i servizi da loro offerti poiché sanno che una cosa è l’informazione veloce, immediata e di consumo soddisfatta dalla rete, un’altra è la ricerca, l’informazione profonda e duratura, che porta con sé l’elaborazione concettuale, per la quale è indispensabile il contatto diretto, materiale con l’oggetto libro. Quindi anche i recenti progetti che vedono impegnata la BNCF nel settore della digitalizzazione di parte delle proprie raccolte, e in particolare il Progetto ProQuest e il Progetto Google, avranno come fine la disponibilità e la visualizzazione in rete di tale patrimonio e non solo della stringa di ricerca, ma il libro non potrà mai essere sostituito nella sua materialità, elemento base di ogni tipo di ricerca insieme con l’analisi catalografica e bibliografica. Pertanto i due diversi approcci saranno complementari ma non alternativi. Il problema più difficile da risolvere, al di là dei tagli ai bilanci dovuti al contenimento della spesa, figlio di una più generale e diffusa crisi economica mondiale, ritengo sia la diminuzione degli organici. Oggi la BNCF conta solo 180 unità di personale, in rapporto alle 400, che ne costituivano l’organico, dato in continuo calo per i pensionamenti. Viene così a mancare quel processo di affiancamento, essenziale per il mondo culturale, che rendeva possibile la trasmissione orale delle conoscenze dall’esperto al giovane. D’altra parte, poiché chi lavora nei beni culturali è affetto dalla malattia incurabile dell’entusiasmo e della passione e dell’attaccamento al servizio al pubblico, si registra sempre di più nelle nostre biblioteche un fenomeno di ritorno: i nostri pensionati ritornano il giorno dopo a lavorare, a fare servizio di volontariato assicurando, così, la non interruzione di quella trasmissione del sapere. Questo insieme all’impegno, alla dedizione e alla voglia di andare avanti di chi lavora ogni giorno in situazioni spesso difficili, fanno ben sperare per il futuro delle biblioteche nel nostro Paese. E in questo quadro la BNCF rientra in pieno.
(da LiBeR 91)