Bookmark and Share
[ 10 Agosto 2018 ] Come ho scritto un libro per caso
A. Huizing | La Nuova Frontiera, 2018
Katinka ha tredici anni, vive con il padre e il fratellino e desidera diventare scrittrice. Lidwien, vicina di casa e autrice affermata, accetta di impartirle lezioni di scrittura. Le due si incontrano, curano il giardino, leggono ciò che Katinka ha scritto e si confrontano sui consigli offerti dalla scrittrice. Fra questi uno salta agli occhi
Lezioni di scrittura
Come ho scritto un libro per caso
Annet Huizing; trad. di A. Patrucco Becchi
La Nuova Frontiera, 2018, 160 p.
€ 14,50 ; Età: da 12 anni

Katinka ha tredici anni, vive con il padre e il fratellino e desidera diventare scrittrice. Lidwien, vicina di casa e autrice affermata, accetta di impartirle lezioni di scrittura. Le due si incontrano, curano il giardino, leggono ciò che Katinka ha scritto e si confrontano sui consigli offerti dalla scrittrice. Fra questi uno salta agli occhi: non importa tanto ciò di cui si scrive ma come lo si fa.
L’indicazione sembra essere una chiave per il lettore che inizia ad avvertire quanto la peculiarità del romanzo inerisca la forma. I capitoli che si succedono sono i testi di prova che Katinka sottopone alla scrittrice. Narrano le giornate e il quotidiano e di come Dirkje si innamori del padre ed entri, un poco alla volta, a fare parte della famiglia. L’attenzione di Katinka, e anche di chi legge, è portata alle indicazioni della scrittrice e ai modi dello scrivere: alla necessità del mostrare e non dire, alla costruzione della suspense, all’intessere il testo di non detto, all’immersività. La tensione alla forma si fa limite e risorsa, permette l’espressione di contenuti difficilmente comunicabili; la prospettiva assunta da Kalinka, lo stile leggero e l’evidenza degli artefatti narrativi creano la distanza adatta ad approcciare quei temi fondanti e significativi che permeano tutta la buona letteratura: la vita, la morte, l’amore, gli affetti, i conflitti, il cambiamento. Ogni pagina si configura come esercizio di stile e diventa per il lettore un invito alla curiosità, al piacere di un lavoro interpretativo che produce pensiero.
Come accade spesso nei romanzi che ci arrivano dal nord, a ogni personaggio sono dati attenzione e rilievo. Le vicende di ognuno, che sia bambino, adulto o anziano sono complesse e convincenti. Così la lettura si fa ricca e spessa, grazie anche alla bella lingua resa dalla traduzione, fino dall’incipit capace di fare precipitare, immediatamente, il lettore dentro alla storia: “È un bel problema se tua mamma è morta”.

Nicoletta Gramantieri
(da LiBeR 119)