Bookmark and Share
[ 03 Agosto 2018 ] Canzoni senza musica
A. Valente | Rizzoli, 2018
Trenta racconti con il sorriso di sottofondo, leggiamo nel sottotitolo di copertina, e il sorriso non può mancare con Andrea Valente eterno giovanottone di Merano, residente nell'Oltrepò pavese, celebre autore di una Pecora Nera, nata nel 1995 con una cartolina di buona fortuna
Racconti con sorriso
Canzoni senza musica
Andrea Valente
Rizzoli, 2018, 133 p.
€ 15,00 ; Età: da 12 anni

Trenta racconti con il sorriso di sottofondo, leggiamo nel sottotitolo di copertina, e il sorriso non può mancare con Andrea Valente eterno giovanottone di Merano, residente nell'Oltrepò pavese, celebre autore di una Pecora Nera, nata nel 1995 con una cartolina di buona fortuna, premio Andersen 2007 per un progetto educativo del carcere minorile di Nisida.
La Pecora Nera compare anche in questa raccolta di racconti, canzoni senza musica, poesie senza rima, flash su sogni impossibili adolescenziali, come quello di sfuggire alla gabbia della propria camera attraverso crepe nel muro per volarsene via alla scoperta del mondo. C'è il sogno di una bicicletta, che poi diventa motorino, poi automobile e via finché alla fine la bolla esplode e si torna alla prima bici. C'è Cristoforo Colombo, semplice comparsa per un aspirante navigatore sfigato, Leonardo ragazzino innamorato di una monna Lisa bambina in rivalità con i due amici del cuore e c'è una benevola presa in giro di Rodari e della sua canzone, immortalata da Endrigo: Per fare un tavolo ci vuole un fiore. E c'è la Pecora Nera, che forse già conoscete per le sue storie, scritte e disegnate, pubblicate da Rizzoli e da Fabbri in tempi passati. Diceva Antonio Faeti, nella postfazione a Un anno da Pecora Nera (Delfini Fabbri, 2000), che questo ragazzo fa molto bene a tenersi costantemente in una condizione rara e insolita, oscillando sempre "tra due momenti in cui collega una passione nascosta e sincera per tanti aspetti della vita a un disincanto non meno sincero che gli permette di non fare drammi, di non sentirsi protagonista assoluto di un teatrino di opere liriche, ma di ragionare, di seguire un percorso, di seguire l'itinerario di conoscenze e di emozioni che a lui sembra di poter individuare in mezzo a tutte le contraddizioni". E poi dice che ai suoi coetanei questo ragazzo fa un grande regalo quando suggerisce che, per non stare nel gregge, non servono gesti clamorosi, comportamenti esibizionistici, frasi squallide: un tempo le pecore nere erano i ragazzacci, oggi si tratta di persone in cerca della propria identità.

Teresa Buongiorno
(da LiBeR 119)