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[ 21 Aprile 2017 ] Il serpente tanto solo
A. Greder | Orecchio Acerbo, 2016
Il serpente tanto solo è il primo lavoro di Armin Greder rivolto alla prima infanzia e la casa editrice Orecchio Acerbo così lo presenta: “No, non tutto ciò che striscia, non tutto ciò che è sinuoso, non tutto ciò che è sottile è un serpente. A fare la scoperta, per lui amara, un giovane rettile appena uscito dal letargo
Spiazzanti esperienze quotidiane
Il serpente tanto solo
Armin Greder
Orecchio Acerbo, 2016, 36 p.
€ 13,00 ; Età: da 3 anni

Il serpente tanto solo è il primo lavoro di Armin Greder rivolto alla prima infanzia e la casa editrice Orecchio Acerbo così lo presenta: “No, non tutto ciò che striscia, non tutto ciò che è sinuoso, non tutto ciò che è sottile è un serpente. A fare la scoperta, per lui amara, un giovane rettile appena uscito dal letargo. S’è appena sgranchito a una a una tutte le spire che subito comincia lesto a strisciare per il giardino in cerca d’amici. Ma è una delusione dopo l’altra…”.
Quadrato di forma, questo albo pensato per piccoli mette in scena una storia molto semplice e quotidiana con discrezione, riuscendo a richiamare l’attenzione del bambino sul protagonismo di animali, oggetti e persone familiari. La struttura narrativa richiama l’albo Sembra questo sembra quello di Maria Enrica Agostinelli, (Emme, 1969): topos che introduce in letteratura una catena di indovinelli con parziali anticipazioni di immagini e relative ipotesi indagatorie, che si avvicendano con sistematiche disconferme nella doppia pagina a seguire. Una sequenza spiazzante che viene riproposta con diverse varianti, mantenendo però inalterata la capacità di ingaggio del giovanissimo lettore, letteralmente “tirato dentro” al gioco. Armin ripropone lo schema ma rinnova completamente il flusso narrativo attraverso un dialogo quanto mai delicato con cui restituisce ai bambini, sotto forma di serpentello, uno specchio di esperienze quotidiane: la volizione della ricerca, l’affermazione di voler rimanere soli quando nessuno sembra gradirne la compagnia, e la capacità di gioire delle sorprese che la vita sa riservare. Il ritmo è protagonista di rilievo in questo breve racconto, caratterizzato da alcune soluzioni linguistiche spiazzanti, com per esempio”Urca!” ma molto di più il contemporaneo e popolare “Ciao bello!”.
Una cosa che non tutti sanno è che si tratta di un libro magico visto che, mentre Armin vi lavorava, prendevano vita le vicende in esso narrate per opera di Ciro, il cane degli editori, redarguito esattamente per le stesse colpe del protagonista canino proprio mentre si profilavano tra le pagine per mano di Greder.

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 113)